Il futuro del pianeta è avvolto da un filo.
COP15, la Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, è ormai quasi finita a Copenhagen, in Danimarca.
Con tutti i politici internazionali, le numerose scorte di polizia, i dimostranti, gli hotel sovraffollati e moltissima stampa internazionale, l’incontro al vertice di Copenhagen riunisce i più grandi leaders mondiali e – in base al risultato del meeting ovviamente – potrebbe essere uno degli eventi politici più importanti nella storia.
Lo scopo di COP 15 è raggiungere un piano base per risolvere i problemi di cambiamento climatico che stanno preoccupando la terra.
L’identità di COP15 è il risultato di una gara indetta dal Ministero degli Affari Esterni della Danimarca.
È stato realizzato da due designers Danesi molto creativi, Troels Faber e Jacob Wildschiødtz, che lavorano sotto il nome di nr2154. Il logo è stato scelto tra 70 o più idee diverse di design.
“La proposta vincente è affascinante e allo stesso tempo sia semplice che complessa. Semplice perché il disegno rappresenta un mondo stilizzato. Complessa perché l’espressione visiva permette una serie di interpretazioni differenti e sempre nuove. ” Commento della giuria.


Sicuramente, tra le numerose proposte che hanno partecipato al bando, ci sono state altre ottime interpretazioni del globo combinato con gli ultimi cambiamenti climatici, ma in ogni caso, questo in particolare ha una marcia in più per quanto riguarda dettaglio e significato, essendo costruito da una serie di linee intrecciate tra loro senza uno schema preciso. Ogni linea rappresenta una nazione e la figura simbolica nel suo intero viene interpretata come qualcosa che va o verso l’irrequietezza o verso l’equilibrio.
Nello stesso momento il simbolo però mostra la soluzione: tutte le nazioni si ritrovano insieme.
Il look in generale è un interessante sviluppo del design minimale che caratterizza la tradizione Danese, con tutti i dettagli visibili e la semplicità del mondo visto da lontano.
L’importanza fondamentale dell’identità sta però nel fatto che il look mantiene la sua forza anche usando simboli diversi al posto del globo oppure la lingua Danese, come mostrato nei francobolli qui sotto.
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